Ristrutturazione Cognitiva del disturbo di panico

Si propone una ristrutturazione cognitiva del disturbo di panico secondo il modello modificato di Clark (1988).
Ogni stimolo, esterno o interno, che è considerato minaccioso, produce ansia; questa, a sua volta, induce vari sintomi, somatici e cognitivi, che vengono interpretati dal soggetto in modo catastrofico, contribuendo così ad alimentare ulteriormente lo stato d’ansia, ed instaurando un circolo vizioso autoperpetuantesi.
Quindi, l’evento scatenante una crisi di ansia è spesso una sensazione fisica dovuta a stanchezza, malesseri transitori, etc.
Alle sensazioni corporee fisiologiche viene attribuito un significato peculiare; si attivano, infatti, schemi cognitivi catastrofizzanti deputati all’analisi delle sensazioni somatiche; gli stimoli enterocettivi, che di per sé sarebbero neutri, sono invece esperiti comesensazioni somatiche terrorizzanti, come risultato delle distorsioni introdotte in tale analisi; il disturbo viene poi mantenuto da un eccesso di apprensione e ipervigilanza nei confronti delle sensazioni somatiche stesse.La messa in atto di comportamenti di evitamento e protettivi, volti a evitare le conseguenze temute dell’attacco, favorisce un ciclo di mantenimento del disturbo, poiché impedisce la disconferma delle credenze erronee del soggetto che continua così ad attribuire a tali comportamenti la capacità di impedire il verificarsi delle conseguenze temute; inoltre, i comportamenti protettivi possono peggiorare direttamente i sintomi a causa di un’attenzione selettiva verso questi (per es. controllare la frequenza del respiro può aumentare la sensazione di mancanza d’aria).

Le errate interpretazioni dei sintomi

Le interpretazioni erronee più frequentemente riscontrate, associate ai sintomi d’ansia sono:

  • palpitazioni, dolore toracico: sto per avere un infarto;
  • vertigine, irrealtà: sto per perdere il controllo, per impazzire, per svenire, ho un tumore al cervello;
  • nodo alla gola, mancanza d’aria: sto per soffocare.

Questo modello viene proposto al paziente adattandolo alla sua personale esperienza di stimoli scatenanti, dialogo interno, situazioni evitate ecc.

Secondo Beck, insieme alla catastrofizzazione ideica c’è la percezione di non poter affrontare la crisi utilizzando le risorse personali (deficit di strategie di “fronteggiamento“). C’è una sovrastima del pericolo ed una sottostima delle proprie risorse per fronteggiarlo.
Anche le credenze relative a questa convinzione vengono identificate e sottoposte a ristrutturazione.

Al soggetto viene spiegato il modello cognitivista e stimolata la ricerca di credenze irrazionali soprattutto riguardo il pensiero catastrofico. Si stimola la ricerca dell’associazione tra pensiero catastrofico ed ansia e l’identificazione di pensieri alternativi.L’acquisizione di consapevolezza e il distanziamento ottenuto attraverso la ristrutturazione cognitiva sono il primo passo per la sperimentazione di modalità di pensiero e di comportamento nuovi e funzionali.

Pubblicato da Massimiliano Iacucci

Mi chiamo Massimiliano Iacucci, sono uno psicologo e psicoterapeuta cognitivo Comportamentale. Ho deciso di svolgere questa professione per aiutare le persone a risolvere i propri problemi e a migliorare il proprio benessere psicofisico.

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